Cene al Buio

Per una sera il ristorante chiude gli occhi

Buio. Il locale è immerso nell’oscurità. I camerieri si destreggiano con facilità in quel mare d’inchiostro. E i commensali? Per loro è molto diverso: non sono abituati a tutto quel nero. Eppure eccoli lì disposti a fare i conti con una realtà che non conoscono e che, per una sera, sperimentano in prima persona.

 

Ma cos’è una cena al buio? E, sopratutto, a cosa serve?

Ce lo spiega Michele Pavan, presidente dell’Associazione Disabilincorsa Onlus.

 

In che cosa consiste una Cena al Buio?

È proprio quello che il suo nome promette: una cena in un locale completamente immerso nell’oscurità, senza alcuna fonte di luce (sono banditi anche cellulari e orologi). I camerieri sono ragazzi non vedenti, che si muovono a loro agio anche in mancanza di illuminazione. Per i commensali, la Cena al Buio significa varcare la soglia di una dimensione diversa: la dimensione di chi non vede.

 

Come si organizza una Cena al Buio?

Organizzarla non è difficile: basta avere un locale a disposizione, spargere la voce tra i potenziali ospiti e raccogliere le adesioni. La scelta del menù è a discrezione del gestore e del cuoco, che possono sbizzarrirsi. Prima che arrivino gli ospiti, occorre oscurare tutte le aperture della sala da pranzo (solitamente ci pensa il gestore) e collocare doppi tendaggi che isolino la cucina (perché ovviamente il cuoco non può rinunciare all’illuminazione). Attualmente la cadenza delle cene è mensile, e ogni volta si mettono a tavola 45/50 persone.

 

Come deve essere il locale per una Cena al Buio?

È importante che sia su un unico piano e non abbia elementi strutturali che possano ostacolare la deambulazione. Per facilitare i camerieri è anche utile eliminare suppellettili e oggetti d’arredo che potrebbero creare impaccio. Per favorire il servizio, è auspicabile che i tavoli non siano addossati alla parete, ma consentano il passaggio dei camerieri. Sono accorgimenti minimi, ma non serve molto altro. Agli organizzatori basta un rapido sopralluogo prima della cena, e poi possono muoversi tranquilli.

 

A cosa serve la Cena al Buio?

L’importanza dell’evento sta proprio nel sovvertire le regole: per una sera l’oscurità diventa “normale”, e la luce un’eccezione. Per una sera ci si trova tutti insieme in una stanza, e non c’è alcuna differenza tra vedenti e non vedenti. Hanno tutti il medesimo svantaggio, e per i ragazzi non vedenti è l’occasione giusta per dimostrare che sono in grado di muoversi e lavorare esattamente come tutti gli altri.

 

Qual è ruolo del gestore del locale?

L’esercente che crede nell’iniziativa può proporre il proprio locale all’associazione Disabilincorsa. Oltre all’indiscutibile contributo sociale, organizzare una cena nella più completa oscurità può rivelarsi una formula veramente interessante. Non dimentichiamo infatti che, nell’assoluta impossibilità di vedere, l’avventore deve affidarsi al gusto, supplire alla vista affidandosi al palato. In questo modo l’approccio al cibo cambia, diventa più meditato, in un certo senso più intimo. Complici le tenebre, il cuoco può anche scegliere di “raccontare” i suoi piatti, descrivendone gli ingredienti, gli accostamenti o i mix di sapori. Il buio si rivela spesso, al di là di ogni previsione, l’ambiente migliore per riappropriarsi del proprio tempo, riscoprendo il piacere di centellinare, di degustare.

 

Come reagiscono i commensali durante le Cene al Buio?

A parte un iniziale e comprensibile spiazzamento, una delle reazioni più interessanti è il rapido passaggio dal “lei” al “tu” durante la cena, per poi tornare al “lei” a fine serata, quando si riaccendono le luci. Senza dubbio il buio aiuta a familiarizzare, e non è raro sentire le persone scherzare sulle difficoltà che hanno nell’affrontare alcuni cibi senza il soccorso dell’illuminazione.

 

Come vengono utilizzati gli incassi delle Cene al Buio?

Gli incassi vengono utilizzati per il finanziamento dei progetti dell’Associazione. Tra questi c’è lo sviluppo di un’applicazione (per iOS e Android) che metterà in contatto le persone con disabilità e le guide sportive disponibili ad accompagnarle. Si tratta di un progetto unico non solo in Italia, ma addirittura in Europa.

Un altro progetto portato avanti da Disabilincorsa Onlus è l’acquisto di alcune Joelette: speciali carrozzine ” fuoristrada” su cui i disabili non deambulanti possono essere trasportati su sentieri di montagna e percorsi off-road.

Anche i commensali, a loro discrezione, hanno la possibilità di effettuare donazioni direttamente all’Associazione Disabilincorsa Onlus.

Se vuoi avere informazioni sui nostri eventi e sulle Cene Al Buio contattaci.

 

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