Un non vedente riesce ad andare in bicicletta?
Ebbene sì, anche i non vedenti possono andare in bicicletta. Non da soli, ovviamente, ma utilizzando un tandem. Pedalare su un tandem non è difficile, o quanto meno è più facile di quello che si potrebbe pensare. Ci vuole solo un po’ di attenzione alla partenza (bisogna continuare sempre a pedalare) e quando ci si ferma, per non perdere equilibrio e ritrovarsi per terra. I pedali dei due ciclisti sono “solidali”, cioè si muovono all’unisono. Quindi ci vuole un po’ di affiatamento per riuscire a fare sport insieme. Essendo poi la bici molto più lunga di quelle monoposto, il raggio di curvatura varia rispetto alle classiche biciclette da corsa o da strada: prima di affrontare una curva in velocità, insomma, è bene fare un po’ di rodaggio.

Chi siede al posto anteriore?
In genere la guida, che può avere così davanti agli occhi la visuale completa. Tutte le funzioni sono svolte da chi siede davanti: frenare, cambiare, sterzare. La persona seduta dietro deve “solo” pedalare… e non è comunque poco. Rispetto a una bici normale, il tandem è più pesante, quindi si fatica di più in salita (dove è anche difficile fare il cosiddetto “fuorisella”). In compenso in discesa e in pianura il tandem è un vero spettacolo di efficienza, e non ha rivali.

Quanto costa un tandem?
Dipende molto dal modello. Quelli da escursione si possono acquistare a poche centinaia di euro, ma per quelli da competizione si arriva a svariate migliaia. La differenza consiste nella componentistica e nel peso dei due mezzi. Non ci sono moltissime aziende che costruiscono tandem da competizione in serie, e spesso si è costretti a rivolgersi a qualche artigiano specializzato, ma non sempre con ottimi risultati.

E’ possibile gareggiare in tandem?
Vengono organizzate molte gare per non vedenti in tandem. Si tratta di uno sport paraolimpico, ma non è difficile incontrare non vedenti che gareggiano anche nelle grandi classiche dedicate agli amatori o nelle cicloturistiche domenicali.

Come scegliere il tandem giusto?
Molto importanti sono le misure del tandem, perché una posizione sbagliata in sella può causare dolori fisici notevoli. Il tandem viene costruito in base alle proporzioni di chi lo utilizza. Ma per un non vedente è già abbastanza difficile trovare una guida con cui uscire. Trovarla addirittura con misure analoghe alle proprie è quasi impossibile. Per questo in genere si opta per un modello costruito sulle misure di un atleta di altezza media. È comunque possibile chiedere poi a qualche ciclista esperto di mettere a punto il posizionamento in sella. Alcune società specializzate del settore utilizzano macchinari da laboratorio che – mentre si pedala – prendono tutte le misure e posizionano i ciclisti nel modo migliore per evitare errate posture. Anche nei tandem, poi, vengono montati gli attacchi per le scarpe in modo da aver più spinta e trazione nel momento del gesto della pedalata.

Cosa bisogna portare con sé durante le uscite?
Molto importante nelle uscite in tandem – come per qualsiasi uscita in bicicletta – è l’uso del casco. Particolare attenzione bisogna poi prestare all’integrazione salina e alimentare. Per fortuna non c’è che l’imbarazzo della scelta per quanto riguarda barrette e integratori. Soprattutto nei periodi più caldi, questo è un fattore da non trascurare. Importante anche non dimenticare la borsetta degli attrezzi con il ricambio di due camere d’aria, due bombolette di aria compressa con relativo rubinetto o una pompetta e attrezzi per smontare le ruote, straccetti e brugole.

Facci sapere se questa sezione ti è stata utile o se desideri avere altre informazioni contattaci.