Ecco qui di seguito le domande che i nostri lettori ci pongono più spesso:

Chi sono i non vedenti e come si comportano?
Non è possibile assimilare tutti i non vedenti, ognuno ha delle proprie caratteristiche così come accade per tutti. Forse i non vedenti a volte hanno comportamenti diversi da quelli delle persone “normodotate”, ma questo non aiuta a dividerli in categorie.

Cosa s’intende per cieco?
Il cieco secondo la legge è colui che è colpito da cecità assoluta da entrambi gli occhi o non supera con l’aiuto di una correzione 1/10 da entrambi gli occhi.

Come vengono riconosciuti i non vedenti a livello legislativo?
Secondo la legge chi ha problemi di vista si suddivide nelle seguenti tipologie: “cieco assoluto”, “cieco parziale”, “ipovedente grave”, “ipovedente medio-grave” e “ipovedente lieve”. In questi ultimi anni per definire la categoria di appartenenza viene considerato anche il campo visivo, ovvero la zona che la persona può vedere con un sol colpo d’occhio.

Chi sono gli ipovedenti?
Dal punto di vista semantico l’espressione “ipovedente” è sicuramente una bruttura e serve ad indicare le persone che hanno grossi problemi di vista e che non rientrano nell’ambito di coloro colpiti da cecità assoluta. Si suddividono in “ipovedenti gravi” (coloro che hanno un visus compreso tra 1/20 e 1/10 oppure una riduzione del campo visivo tra il 10% e il 30%), “ipovedenti medio-gravi” (coloro che hanno un visus compreso tra 1/10 e 2/10 oppure una riduzione del campo visivo tra il 30% e il 50%), “ipovedenti lievi” (coloro che hanno un visus compreso tra 2/10 e 3/10 oppure una riduzione del campo visivo tra il 50% e il 60%).

Cosa fanno i non vedenti nella loro vita quotidiana?
Mangiano, bevono, leggono, studiano, lavorano, fanno passeggiate , e fanno sport…Insomma fanno esattamente quello che fanno tutte le altre persone. Però lo fanno con modalità diverse, e per svolgere certe attività (per esempio quelle sportive) hanno bisogno dell’aiuto di una guida.

I non vedenti e gli ipovedenti possono praticare diverse attività sportive?
Sì, sia a livello amatoriale che agonistico. Possono praticare podismo, ciclismo, trekking, ginnastica, nuoto, sci, triathlon, judo, karatè, atletica leggera, tiro con l’arco, ecc. Esiste anche uno sport specifico per non vedenti chiamato torball, che si gioca con una palla sonora.

Perché il non vedente corre?
Come tutte le normodotate, anche il non vedente si avvicina al podismo per svariati motivi: per perdere peso, perché coinvolto da amici, perché amante dello sport, ecc.

Cosa bisogna indossare per correre?
Per correre è sufficiente una maglietta tecnica possibilmente traspirante, un pantaloncino aderente o sgambato a seconda delle preferenze, un paio di calzini in cotone senza cuciture e un paio di scarpe con una buona ammortizzazione. Le scarpe sono la cosa più importante. Ve ne sono svariate marche, tutte di buon livello, e soprattutto all’inizio è consigliabile andare in qualche negozio specializzato e farsi consigliare. Molto importante nei periodi invernali è utilizzare abbigliamento tecnico per proteggersi dal freddo.

Come corre un non vedente?
Il problema del non vedente non è correre, perché a mettere un piede davanti all’altro lo si impara da bambini. Il problema vero è la necessità di avere vicino qualcuno che indichi la strada in modo da evitare ostacoli (buche, sassi, pali…). Il non vedente deve correre al fianco di un’altra persona che faccia da guida.

Esistono degli ausili per correre con un cieco?
Per stare in contatto con la propria guida, i mezzi utilizzati possono essere diversi. Solitamente si usa un cordino lungo circa 60 cm. I due capi vengono tenuti in mano dal non vedente e dalla sua guida. Molte volte durante le gare in pista o nelle corse campestri si tende ad accorciare questo cordino in modo da essere più vicini (tenendo i polsi o le braccia in contatto) in modo da rendere più veloci le reazioni e più immediata la risposta ad eventuali ostacoli. Si può correre anche con due polsini chiusi dal velcro (uno allacciato alla guida e l’altro al non vedente) e collegati da una corda di gomma non troppo lunga, in modo da usare entrambe le braccia durante la corsa. Questo sistema non è molto consigliabile in estate per la forte sudorazione provocata dai polsini.

Esistono altre soluzioni per correre con un disabile visivo?
Correre tenendo il braccio della guida non è molto comodo, sia per i non vedenti che per chi li accompagna: perché questo sistema non consente il movimento delle braccia, e durante la corsa porta ad una postura non molto usuale (soprattutto se le distanze da percorrere sono lunghe).

Serve avere un patentino o frequentare un corso di abilitazione per accompagnare un non vedente a correre?
No, non occorre alcun patentino o abilitazione! Accompagnare un non vedente a correre, per una semplice uscita dimagrante o anche una gara di alto livello, è una cosa molto semplice. Molte volte si è intimoriti nell’affrontare una corsa con il non vedente, ma dopo aver provato tutto diventa molto spontaneo. Spesso si creano rapporti di amicizia che vanno al di là della semplice uscita podistica.

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