Impresa in catamarano. Due velisti diversamente abili tra gli 8 componenti dell’equipaggio di “Tiliaventum”. Il racconto del presidente pordenonese.

Dagli Stati Uniti all’Europa, per una traversata oceanica che porta un messaggio da un capo all’altro dell’Atlantico.Otto lupi di mare a bordo, tantissime miglia nautiche da percorrere insieme alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità. “Lo spirito di Stella” è il catamarano che sta rendendo questa avventura possibile, un testimonial dell’uguaglianza che porta il messaggio dei disabili sulle acque di tutto il mondo.L’equipaggio è partito con questa barca da New York il 26 maggio, con la Convenzione Onu ricevuta dal segretario generale delle Nazioni unite, Antonio Guterres. Il documento, dopo aver attraversato l’Oceano, sarà consegnato a dicembre nelle mani di papa Francesco. Tra gli otto coraggiosi, c’era il pordenonese Daniele Passoni, presidente dell’associazione Tiliaventium di Lignano Sabbiadoro, che promuove le discipline d’acqua e avvicina i disabili alla vita di mare.La barca prende il nome dal suo proprietario, Andrea Stella, ed è la prima completamente accessibile mai costruita. Non ci sono gradini, gli spazi sono leggermente più larghi per fare spazio alle sedie a rotelle, due pedane idrauliche fanno accedere ai vari livelli dell’imbarcazione e una sedia con una “rotaia” può far raggiungere agevolmente, anche a chi non cammina, la poppa e la prua.Stella, disabile dagli anni’90 a causa di un incidente avvenuto in America, è una delle anime di questa traversata, che dà vita al progetto “Wow – Wheels on waves” (ruote sulle onde, ndr). Dopo cinque tappe con altrettanti equipaggi negli Stati Uniti, la traversata oceanica finita il 25 giugno e, a seguire, altre sette tappe con il passaggio dal papa e la conclusione a ottobre, durante la Barcolana.Passoni, architetto e marinaio esperto, è sceso da “Lo spirito di Stella” domenica in Portogallo, dopo un mese di navigazione. «Abbiamo attraversato l’oceano con due disabili, Andrea Stella e Dino Bigai – spiega – che non sono stati passeggeri, ma membri dell’equipaggio come tutti». In sedia a rotelle o camminando, ognuno durante la traversata ha dovuto svolgere i suoi compiti e rispettare i suoi turni. «Per tutto il tempo abbiamo seguito dei turni a coppie con due ore conduzione della barca e quattro ore di sonno. Una vita piuttosto diversa da quella di tutti i giorni».Ma, oltre agli orari, ogni abitudine cambia in un’esperienza di questo tipo. Dopo una settimana di viaggio il dissalatore si è rotto, costringendo l’equipaggio a lavarsi e cucinare con l’acqua di mare. «Ci si abitua a superare ogni difficoltà e ad arrangiarsi – continua Passoni – ma anche a essere previdenti. Abbiamo allungato il viaggio di 700 miglia nautiche, tantissime, per evitare il maltempo che ha fatto affondare quattro navi in questo periodo, e comunque ci siamo imbattuti in onde alte oltre quattro metri».In queste situazioni la sicurezza è fondamentale: «Abbiamo sempre operato legati e con il salvagente, perché se qualcuno dovesse cadere in mare, sarebbe impossibile recuperarlo». Difficoltà ripagate dal mare calmo, che ha regalato all’equipaggio gli incontri con delfini, orche e tartarughe, ma anche con i viaggiatori più curiosi e fuori dal tempo. «Ci siamo fermati alle Azzorre un paio di giorni, trovando tanti navigatori oceanici e giramondo. Ma anche dei prodotti enogastronomici ottimi per dei palati friulani o veneti».Dalle isole alla costa del Portogallo, Lo spirito di Stella adesso è in pausa per manutenzioni e si preparerà alla partenza con nuovi membri dell’equipaggio. Passoni, intanto, si prepara ad attendere l’arrivo del catamarano a Trieste, proseguendo le attività con Tiliaventium, che unisce i disabili e il mare tutto l’anno, in ogni stagione.