Accompagnata dal suo istruttore, un’atleta cieca di Arquata Scrivia ha gareggiato per la prima volta con i normodotati nella “Pradzlunga” sulle piste delle Olimpiadi di Torino 2006

Claudia Bisio, 41 anni,di Arquata Scrivia sabato ha gareggiato alla Pradzlunga con il suo istruttore Vincenzo La Camera che l’ha convinta a partecipare.

ARQUATA SCRIVIA. Claudia Bisio, 41 anni di Arquata Scrivia, ha una grande passione per lo sci da fondo e sabato a Pragelato ha realizzato quello che rappresentava un importante suo obiettivo: partecipare alla «Pradzlunga», 18 km per la categoria femminile da percorrere sui tracciati che hanno ospitato le Olimpiadi di Torino. Una prova che apre l’anno solare delle gran fondo del Nord Ovest e che richiama centinaia di appassionati.

Claudia però è cieca e la partecipazione a una gara per normodotati è stata per lei una prima assoluta che dimostra come l’handicap possa essere comunque superato dalla grande forza di volontà e dalla passione, sua e di Vincenzo La Camera, l’istruttore. Quest’ultimo nell’ultimo anno l’ha sempre affiancata negli allenamenti contribuendo alla sua trasformazione da sciatrice per passione a sciatrice dilettante che può provare a prendere parte a una prova per amatori.

«Si può fare, fidati» le ha detto Vincenzo per convincerla a iscriversi perché Claudia era convinta che le prove come la Pradzlunga non prevedessero la partecipazione di atleti con handicap.

Invece La Camera, che i regolamenti li conosce e che di esperienza sulle piste di sci nordico di tutta Italia ne ha da vendere, l’ha convinta a fare il grande passo. «Anche perché in competizioni internazionali come la Marcialonga, i non vedenti sono sempre ammessi» spiega Vincenzo, 72 anni di passione per lo sport e tanta passione da trasmettere soprattutto ai più piccoli.

Così nessun problema per gli organizzatori e Claudia ha superato le sue remore e sabato si è presentata in pista con il pettorale e accompagnatore al seguito per vivere tutto d’ un fiato i 18 chilometri della corsa. Una concorrente come gli altri, che sulla neve si è guadagnata il rispetto dei partecipanti che l’hanno trattata come una di loro, senza condizionamenti e per lei, che lo sci da fondo lo conosce e lo pratica da almeno 15 anni tramite la Polisportiva Uici di Torino sulle piste di Cogne e Claviere, le difficoltà sono state comuni a quelle di tutti gli altri fondisti con la pista resa impegnativa dalla pioggia caduta nei giorni scorsi che ha cancellato i binari, tracciati necessari per lo sci a tecnica classica mentre salite e discese sono state affrontate col supporto di Vincenzo La Camera che fa da guida alla sua allieva con alcuni semplici ma fondamentali accorgimenti: insomma, 18 chilometri di fatica senza sconti.

La sua presenza però non è passata inosservata: a gara conclusa, quando Claudia stava già preparandosi per tornare a casa, l’organizzazione l’ha richiamata sul palco per assegnarle un premio speciale creato ad hoc proprio per sottolineare l’ammirazione del popolo dello sci nordico della val di Susa per il coraggio dell’arquatese.

Il riconoscimento le è stato consegnato fra l’applauso di tutti e sotto gli occhi di Andrea Tiberi, olimpionico di mountain bike della Val di Susa che per un giorno è stato collega di Claudia nella Pradzlunga.