Terminata l’edizione 46 del Passatore, eccomi a raccontare un viaggio durato 12 ore e 50 minuti lungo i 100 chilometri che uniscono Firenze a Faenza, ma, partiamo dall’inizio.Qualche mese fa riceviamo un’e-mail dal nostro Socio Onorario Gianni Buseddu: “Ho deciso di correre al Passatore – così ci scrive – e vorrei farlo per la Disabilincorsa Onlus”.
Gianni, oltre ad essere Amico, è il professionista che ha seguito il restyling del nostro portale web e che interviene in maniera attenta e puntuale per rendere accessibile il nostro sito.
La formula ci è piaciuta: un’atleta, un amico, lo sport e la possibilità di rappresentare i valori della nostra realtà.
Sul sito www.disabilincorsa.com viene creata una pagina dedicata dove poter effettuare una piccola donazione per sostenere questo progetto e quelli ancora da realizzare.
Grazie alla sensibilità di molti, arrivano le prime donazioni dagli Amici più stretti che ci permettono di coprire parte delle spese organizzative. Ricordiamo la PLEIADI ASD club SUBARU, Paola S., Fabio O., Matte o P., Chiara P., Christian D., Matteo B, Corso c. e tantissimi altri.

Nel frattempo anche l’A.S.D. “Non Ho Paura Del Buio” capitanata dal nostro amico ed atleta paralimpico Loris Cappanna decide di starci vicino mettendo in campo esperienza e logistica e con Gianni e Loris si avvicinano ulteriori 20 atleti di cui 4 non vedenti. Il progetto prende forma ed ognuno comincia ad allenarsi.
Sponsor ufficiale del nostro Passatore è il Web Marketing Festival che realizza canotte e felpe per i nostri atleti.
I mesi scorrono tra preparativi, allenamenti, infortuni, comunicazioni e mille telefonate e scambi con Gianni Buseddu, vera anima ed artefice di questa esperienza. Ricordo che senza di lui tutto ciò non sarebbe esistito. (smile)
Anche noi, io e Daniela, vorremmo essere presenti sulle strade del Passatore prestando assistenza ai nostri atleti impegnati nella corsa.
Ci viene un’idea: la facciamo in tandem, ora dobbiamo cercare 2 guide.
Il nostro Amico e Socio Onorario Gerardo langone risolve il problema: “Guiderò io il tuo tandem, Rocco guiderà quello di Daniela e saremo noi a portarvi al traguardo.”
Ed eccoci al giorno della gara con una temperatura di 30 gradi. Siamo tutti bellissimi e sorridenti con la canotta bianca della Disabilincorsa Onlus.
Con i tandem partiamo in coda al gruppo e passeranno 10 chilometri prima d’incominciare a muoverci agevolmente senza creare intralcio ai podisti.
Sul percorso quasi 3000 corridori più bici e macchine a fare assistenza. Gerardo e Roco sono fantastici e guidano i nostri tandem con precisione e maestria.
A Fiesole si sale. Il sole è caldissimo. Si suda. Ci si idrata e si continua a salire.


Se qualcuno pensa che portare un tandem in salita è semplice e Se pensa che quello dietro non spinge, sbaglia di grosso.
Mentre saliamo parliamo e prestiamo assistenza a chi ne ha bisogno offrendo borraccia e sali minerali.
Per un lungo tratto stiamo con Stefano e Fernando accompagnandoli nei loro momenti di gioia e di silenzi.
Al ventesimo chilometro avverto un problema, una fitta nella parte esterna della coscia ed il dolore sotto i glutei, dove appoggi sulla sella, comincia a farsi sentire.
Per cinque chilometri ho combattuto contro un mostro.
Per cinque chilometri ho lottato con le crisi ed il dolore alla coscia sinistra poi, la luce, la ripresa e la voglia d’arrivare al traguardo insieme a tutti i nostri podisti.
Al trentaseiesimo comincia la salita che ci porterà al passo della Colla e, dopo tanta fatica, arrivati in cima, Posiamo i tandem davanti al ristoro. Indossiamo abiti asciutti e pesanti. La nostra canotta sempre ben visibile. Mangiamo e ripartiamo.
Lasciato Stefano, ora siamo alla caccia di Chiara, podista non vedente, accompagnata da Sady.
Per noi comincia una vera sfida percorrendo al buio la discesa ed i molti tornanti alla ricerca dei nostri amici che ritroveremo dopo una ventina di chilometri.
Il vento in faccia si mischia al suono del fiume, al gracidare delle rane ed al silenzio della notte.
Lunghi tratti solo con i nostri tandem e null’altro. Col rumore della catena quando molli i pedali e col suono ovattato della gomma sull’asfalto.
Con Chiara e Sady staremo fino all’ottantesimo poi, persi di vista, si decide di correre al traguardo.
Qui comincia il bello! Le gambe spingono forte sui pedali ed il mondo ci scorre accanto veloce.
Al chilometro 97 Gerardo e Rocco riconoscono Gas, un loro compagno di squadra che sta camminando. Ci affianchiamo, scendiamo dal tandem e lo accompagniamo a piedi per 2 chilometri. Ultimi mille metri. Gas ha deciso di crederci nuovamente. Le sue gambe ricominciano a correre. Saltiamo in sella, pedaliamo veloci fino al traguardo, superiamo l’arrivo e concediamo a Gas una foto come finisher.

Anche noi ce l’abbiamo fatta. Un’impresa durata quasi 13 ore tra caldo e salite e con la consapevolezza d’aver fatto qualcosa di grande.
Un abbraccio carico d’emozione tra me e Gerardo. L’emozione negli occhi ed un silenzio che racconta tutto, ce l’abbiamo fatta!
Infine i ringraziamenti.
Grazie a Gianni Buseddu che per primo si è messo in gioco seguendo personalmente tutte le fasi dell’organizzazione.
Grazie a Chiara Pandolfi e Stefano Petranca che hanno dimostrato al mondo che la disabilità è negli occhi di chi non vede.
Grazie alle loro guide Sady, Fernando, Corso, Miriam e Marco che hanno accompagnato Chiara e Stefano lungo tutti i 100 chilometri del percorso.
Grazie a tutti gli atleti che hanno indossato la nostra canotta e che ci hanno permesso di superare con loro il traguardo a Faenza.
Grazie a chi ha prestato assistenza ai nostri podisti.
Grazie a chi ci ha supportato economicamente.
Grazie a Pietro Paschino che ha continuato a caricare contributi sui nostri social ed ha potuto far vivere in diretta tutti i nostri passaggi.
Grazie all’Organizzazione del Passatore, ai volontari sugli incroci, ai ristori ed a tutto il personale sanitario.
Grazie al Consiglio Direttivo dell’Associazione Disabilincorsa Onlus che anche questa volta ha appoggiato un progetto solidale volto allo scambio ed all’incontro tra disabili e guide sportive.
Grazie a Daniela Vittori, mia moglie, che mi ha seguito in questa folle avventura e che ogni giorno cammina al mio fianco… a volte anche in tandem, lungo il percorso della vita.
Infine, non certo ultimo d’importanza, un immenso grazie a Gerardo Langone e Rocco che oltre ad essere Amici hanno guidato i nostri tandem portandoci all’arrivo e facendoci vivere per quasi 13 ore un’esperienza che non dimenticheremo mai.


Le persone che ci sono state accanto sono veramente tantissime e chiedo scusa fin da subito se ho dimenticato di ringraziare qualcuno.
Come tutti abbiamo lottato con la fatica, col sole ed il caldo. Abbiamo combattuto con i nostri demoni e con quelli di chi ci stava attorno. Abbiamo avuto le nostre crisi, la tentazione di mollare e non abbiamo ceduto. Abbiamo lottato per raggiungere la Colla e ci siamo riusciti. Abbiamo danzato con la stanchezza ed i dolori. Abbiamo percorso lunghi tratti in silenzio, ognuno immerso nei propri pensieri e nelle proprie azioni.
Abbiamo accompagnato al traguardo il sogno di tutti i podisti che hanno corso con la nostra maglia e con loro siamo diventati finisher del Passatore 2018!
Questo sogno si è potuto realizzare grazie a chi ci ha dato una mano sia fisicamente che economicamente.

Se credete in noi, potete continuare a supportarci