Alla carognata del destino che vent’anni fa dopo una tragica caduta da cavallo l’ha inchiodata per sempre su una sedia a rotelle, Silvia Veratti ha risposto a modo suo: non dandogli nessuna soddisfazione. Era il 1986 e Silvia aveva 35 anni. In risposta a quell’oltraggio si è fermata solo per un anno, giusto il tempo per le inevitabili cure e per imparare a muoversi nella nuova situazione e come farsi mettere in sella e poi Silvia ha ripreso a montare. All’inizio solo al passo e al trotto ma l’anno successivo già galoppava. Dopo aver ideato lei stessa un nuovo tipo di sella adatta alle sue condizioni, ha subito ricominciato a gareggiare, non più nel salto ostacoli dove era conosciuta come una campionessa sempre fra i primi in tutte le gare nazionali e internazionali più importanti, ma nel dressage. E con lei sempre i suoi due amati cavalli Calì e Balla coi lupi. A solo due anni dall’incidente, nel 1988 e poi nel 99, Silvia vince i Campionati Italiani Fisd (Federazione italiana sport disabili) e partecipa ai Campionati del mondo in Danimarca conquistando la medaglia di bronzo individuale e qualificandosi così alle Paralimpiadi di Sydney 2000 dove si piazzerà al settimo posto. Nel 2005 altra medaglia di bronzo a Budapest montando Balla coi Lupi nel free style europeo e nel 2008 e a Pechino dove si piazza al secondo e terzo posto nelle paralimpiadi. Non bastasse ottiene anche il patentino di istruttore per disabili, lei che istruttrice lo era sempre stata apprezzatissima fin da ragazza. Oggi a 57 anni di cui 20 alle spalle sulla sedia a rotelle, Silvia Veratti si sta preparando per la qualificazione ai Campionati del Mondo Paralimpici in programma a settembre negli Stati Uniti. Che dire? Non ci sono parole abbastanza importanti per descrivere tanta determinazione, tanta volontà, tanto coraggio, viene solo voglia di fronte ad una donna del genere di mettersi sull’attenti. «Cos’altro dovevo fare?» Mi dice lei con tanta decisione, «arrendermi? dargliela vinta? Non se ne parla neanche».

UNA LEZIONE. Ma al di la dell’ammirazione per questa donna c’è una lezione da imparare, cioè che dei brutti scherzi del destino dobbiamo in qualche modo fregarcene e trovare una soluzione con qualsiasi mezzo, per far vedere che in un modo o nell’altro si può andare avanti, che la volontà di riscatto se è forte e determinata può diventare un’arma vincente. Un altro particolare sorprendente di questa amazzone speciale è il suo impensabile senso di colpa nei riguardi del cavallo che l’ha stroncata cadendole addosso. «Non l’ho mai odiato perché la colpa di quello che è successo è soltanto mia», ammette sinceramente Silvia. «Avevo accettato come istruttrice di occuparmi di quel cavallo particolarmente difficile e imprevedibile che il proprietario aveva abituato a fare quello che voleva e a non ubbidire a nessuno. Nonostante i miei successi come addestratrice di cavalli quella volta ho sbagliato, non l’ho capito fino in fondo e gli ho chiesto più di quello che poteva darmi in quel momento. Si è impennato ed è caduto all’indietro, crollandomi addosso». Anche in questa dichiarazione estremamente sincera c’è tutto il carattere di questa donna che alla soglia dei 60 anni ancora non si arrende ed è pronta a qualunque sacrificio pur di partecipare ai Campionati del Mondo in America. Per raggiungere questo obiettivo Silvia Veratti ha il totale supporto del Centro Ippico Lombardo di Milano e della Federazione Italiana Sport Equestri il cui Presidente Di Paola si è detto subito entusiasta nel promuovere l’attività sempre Paralimpica di un’atleta di interesse nazionale come Silvia Veratti. Il C.I.L. e la F.I.S.E. insomma in totale collaborazione hanno dato inizio ad un importante progetto di equitazione a favore dei disabili. BOLOGNESE Silvia che è nata a Bologna e vive in un paesino dell’appennino si è impegnata a venire a Milano due volte alla settimana per gli allenamenti e il C.I.L. si è offerto di ospitarle gratis Wily Fox il cavallo con il quale gareggerà in America. «Ho messo a disposizione di Silvia Veratti i nostri impianti, un allenatore e un artiere», ha detto il Presidente del C.I.L. l’avvocato Gianluca Paracciani. «Per i suoi allenamenti che hanno bisogno di tranquillità e silenzio mi sono premurato che le sia riservato uno dei nostri maneggi per tutto il tempo necessario». Ma per il Presidente la storia non finisce qui, vorrebbe infatti, sempre sostenuto dalla F.I.S.E., trovare nuovi spazi nel complesso milanese per organizzare corsi specifici di equitazione per disabili, «perché oltre a Silvia Veratti», fa giustamente osservare il Presidente Paracciani, «ci sono molti giovani disabili che sognerebbero di avvicinarsi al mondo dei cavalli e io sarei felice di offrire a loro questa possibilità». Anche il direttore tecnico del C.I.L. Andrea Piccolo si è messo subito a disposizione per organizzare al meglio gli allenamenti di Silvia ai quali sarà sempre presente. «Ho chiesto anche ai Soci che hanno conoscenze e competenze di dare una mano soprattutto per realizzare il progetto di corsi per disabili. Sarebbe un altro bel capitolo nella storia del C.I.L.». Silvia naturalmente è commossa per tante attenzioni e vuole dare il meglio per questo appuntamento di settembre, ma si chiede se sarà l’ultimo della sua carriera o se ce ne potranno essere altri. «La vita mi ha dato molto e mi ha tolto molto», mi dice seria Silvia «ma per me il conto e alla pari. Io sono divorziata e ho un figlio ma vivo sola in un paesino sull’appennino dove ho una piccola scuderia con qualche puledro che vorrei preparare. Non so se riuscirò a fare ancora tutto quello che ho in mente, perché non so cos’altro può riservarmi il destino. Faccia comunque quello che vuole, io non mi sono arresa e non mi arrenderò mai».