Si può esplorare una barriera corallina con una sedia a rotelle? Sue Austin, una donna britannica, lo fa, non tanto per lanciare una nuova moda, ma per parlare di disabilità e comunicare agli altri la propria identità. Le immagini „Creating the spectacle – Underwater wheelchair“, praticamente un’istallazione artistica, hanno fatto il giro del mondo trasmettendo incredulità, sorpresa e stupore.

Con l’esplorazione dei fondali marini a bordo della sua sedia a rotelle, Sue Austin vuole trasmettere, in maniera provocatoria, quell’immutata ricerca di libertà e di meraviglia che sperimentiamo tutti quotidianamente. La sua immersione è presentata come se fosse una danza elegante o un quadro di rara bellezza, e sfata alcuni miti, stereotipi e preconcetti sulla persona con disabilità. Sue Austin ci regala un momento quasi surreale, dove l’impossibile diventa bellezza, diventa richiamo ad una vita che vuole essere vissuta pienamente e che sia capace di abbattere quei pregiudizi che segnano l’approccio della nostra società nei confronti delle persone con disabilità. Atteggiamenti, pensieri e comportamenti che vanno poi inevitabilmente a influenzare l’identità di chi vive il limite e condizionare così la sua esistenza.

L’incontro con questa forma di arte implica infatti uno stravolgimento dei tradizionali punti di riferimento, portando chi contempla questo viaggio marino a pensare in modo nuovo. Non concentrarsi unicamente sul limite, sulla malattia, sulla patologia, ma andare oltre e vedere la persona nel suo insieme. Sue Austin con la sua arte ha voluto comunicare al mondo che una persona con disabilità ha delle capacità, delle passioni, delle emozioni, come tutti, con la speranza che si possano abbattere quegli stereotipi così radicati che relegano le persone in situazione di handicap a un’esistenza ai lati della società.

L’opera „Creating the spectacle“ di Sue Austin è presentata anche all’interno dell’esposizione “Tu! – Un percorso sulla diversità” a Villa Saroli a Lugano.