Le cene di beneficenza uniscono volontari e soci: un lavoro silenzioso che crea comunità e sostiene le attività di Disabilincorsa.
Le attività di Disabilincorsa non sono fatte solo di passi, pedalate, sentieri e attrezzature.
C’è un altro spazio, meno fotografato ma profondamente umano, dove l’associazione rivela tutta la sua essenza:
le cene di beneficenza.
Sono serate semplici, autentiche, preparate con cura e passione.
Momenti in cui soci, volontari, amici e persone nuove si ritrovano non per camminare… ma per condividere un tavolo.
E dietro ogni cena, dietro ogni piatto, dietro ogni sorriso, c’è un mondo di volontari.
Volontari che non devono correre, non devono guidare un tandem, non devono affrontare salite o percorsi difficili.
Devono solo esserci, con le mani, con la voce, con la presenza.
Il lavoro invisibile che fa funzionare tutto
Giorni prima della cena qualcuno entra in sede, prende la lista degli invitati, prepara i biglietti, sistema i tavoli, organizza la cucina.
C’è chi taglia il pane, chi controlla le posate, chi prepara i dolci fatti in casa.
C’è chi pensa alla disposizione delle sedie, chi gestisce le prenotazioni, chi accende la musica.
Sono attività piccole, ma sono il cuore della serata.
E poi c’è il momento più delicato: l’accoglienza.
Quando gli ospiti arrivano, un volontario li prende per mano — a volte letteralmente — e li accompagna al tavolo.
Una persona non vedente non si siede mai da sola: qualcuno le descrive dove si trova, cosa c’è intorno, chi è seduto vicino.
La cena diventa un luogo di incontro.
Le persone parlano, si conoscono, scoprono che l’associazione vive ben oltre i cammini.
Per qualcuno è la prima volta; per altri è come tornare a casa.
Chi serve in queste serate?
Tutti.
Perché in una cena di beneficenza:
c’è chi cucina
c’è chi serve ai tavoli
c’è chi sposta sedie e tavoli
c’è chi aiuta una persona non vedente a orientarsi nel piatto
c’è chi racconta l’associazione
c’è chi fotografa la serata
c’è chi rassicura i nuovi arrivati
c’è chi raccoglie le domande
c’è chi sorride e crea atmosfera
È un lavoro corale, discreto, bellissimo.
Perché queste cene sono così speciali?
Perché non raccolgono solo fondi.
Raccolgono relazioni.
In queste serate nasce il gruppo.
Si rafforza il senso di appartenenza.
Si scoprono storie che un cammino non sempre lascia il tempo di ascoltare.
Si crea famiglia.
E quando a fine serata i volontari iniziano a sparecchiare — stanchi, sudati, ma felici — c’è sempre la stessa frase:
“Ne è valsa la pena.”
Perché sì, è proprio in queste serate che l’associazione diventa comunità.
E questo vale quanto, se non più, di qualsiasi attività sportiva.
♂️ Vuoi dare una mano alla prossima cena?
Non serve esperienza
Basta un’ora di tempo
Tutti possono partecipare
È uno dei modi più belli per entrare nell’associazione
❓ DOMANDE FREQUENTI
- Devo essere bravo in cucina?
No: ci sono compiti per tutti.
- Serve stare in piedi per molto tempo?
No, ci sono ruoli anche da seduti.
- Posso venire solo per aiutare all’accoglienza?
Certo: è un ruolo fondamentale.
- Le cene sono aperte a tutti?
Sì, anche a chi non è ancora socio.
Le cene vengono organizzate spesso?
Solo quando servono, per raccogliere fondi o per unire il gruppo.

