Di seguito il racconto inviatoci dal nostro amico Fabrizio Donagemma.
Fabrizio ha partecipato alla Stramilano 2019 e spingendo la joelette di Disabilincorsa ha portato Valerio al traguardo.

Un desiderio di mettersi a disposizione di chi non ha la nostra fortuna, di poter correre e di godere dei momenti che conosciamo bene, era una cosa che mi girava in testa da parecchio: era arrivato il momento!
Mi metto d’impegno, penso in grande alla maratona di Milano, poi ripiego, essendo la prima volta, alla mezza più famosa di Milano, la Stramilano agonistica dei 21K.
Chiedo a Valerio, amico diversamente abile in carrozzina, dell’Anffas di Paderno, di cui sono volontario da anni: ti piacerebbe farti un paio d’ore in carrozza a discreta velocità con il vento in faccia? Un si immediato mi ha dato il “la”.
Trovo l’associazione di Treviglio “DISABILINCORSA”, persone meravigliose, che mi mettono a disposizione un mezzo speciale a due ruote proprio tipo carrozza, in cui i cavalli saremo noi.
Chiamo i miei fidati amici di corsa, c’è una bella cosa da fare, risposta positiva immediata e l’entusiasmo inizia a contagiarci a vicenda. Gli Euroatleti Roberto, Luigi, Dario, Giuseppe, a cui si aggiungono gli amici della CBA di Cinisello Stefano e Marco ed Il grande Ivan, diversamente runner con la mezza sotto le 2 ore, di meglio non potevo chiedere.
Parte la macchina, si trova un nome (L’unione fa la …corsa), si disegna un logo, si stampano le magliette, la “bandiera” sulla carrozza, trombette, fischietti e palloncini.

Valerio, Virna, Dario, Roby, Luigi e Agnus prima della partenza

L’organizzazione ci autorizza partendo dal fondo del gruppo: benissimo, pensiamo, ne supereremo una marea!!
E arriva il grande giorno. Alle 5.20 andiamo a posteggiare il furgone a pochi metri dalla partenza con a bordo la nostra “Ferrari”, che raggiungeremo in treno in allegra compagnia.
Ci prepariamo e raggiungiamo la partenza davanti all’entrata del Castello: che cartolina, la gente inizia ad accorgersi di noi…..

tutti pronti alla partenza della Stramilano: Valerio sulla joelette attorniato dai suoi amici spingitori

Il tradizionale colpo di cannone ci avvisa che adesso bisogna fare sul serio, due davanti e due dietro e la carrozza si mette in moto.
Valerio come il mitico timoniere Di Capua detta il ritmo con la tromba a stantuffo, due davanti a fare “strada” tra la folla, due dietro a fare “casino” con trombe e fischietti e la scorta in bici di Virna, meravigliosa sorella di Valerio e di un amico.
Il gran calore del sole mattutino ci avvolge, ma ancora di più quello della gente che ci incita, ci batte le mani, ci porta l’acqua che manca ai primi ristori (ahimè), insomma un qualcosa di emozionante e mai provato ad una corsa.
Valerio è strafelice, noi di più, siamo sempre più sorridenti e senza voce a furia di urlare e soffiare negli strumenti, anche quando in un paio di curve “allegre” si ritrova come Valentino Rossi su una ruota sola.. tutto sotto controllo.
I chilometri passano e quasi senza accorgersi ci ritroviamo in fianco all’Arena, 1 km alla fine con la gente che spinge sempre più. “Dai che facciamo la volatona!!”
Tagliamo il traguardo e guardiamo Valerio felice con la medaglia al collo. Lui flebilmente ci dice “grazie”, ma noi il grazie lo rigiriamo a lui, perché una esperienza indimenticabile così non l’avremmo mai immaginata.

Valerio con la medaglia all'arrivo attorniato dai suoi spingitori

Appoggiamo le mani una sull’altra e urliamo “L’unione fa la….cooorrrrsssaaa”, ed in quel momento ci accorgiamo di avere corso per qualcosa di intensamente bello.
Una giornata diversa per un runner, ma una giornata che vale la pena di correre, di vivere, e di ripetere!!

Di seguito il video dell’arrivo.