L’imbarazzo iniziale nei gruppi inclusivi è normale. Con accoglienza e naturalezza svanisce in pochi minuti, trasformandosi in relazione.
Succede sempre.
È quasi una piccola tradizione non scritta.
Quando una persona arriva per la prima volta a un’uscita di Disabilincorsa, c’è qualche secondo in cui tutti – volontari, non vedenti, nuovi partecipanti – provano lo stesso identico sentimento:
un leggero, tenero, normalissimo imbarazzo iniziale.
Non un imbarazzo negativo.
Piuttosto una sospensione.
Quel momento in cui ti guardi intorno e pensi:
“E adesso… come mi presento?”
“Cosa dico?”
“Farò una buona impressione?”
“O sarò fuori posto?”
La verità è che lo provano tutti.
Chi arriva per la prima volta.
Chi accompagna da anni.
Chi vede.
Chi non vede.
Chi guida.
Chi pedala.
Chi cammina.
È l’imbarazzo delle cose nuove.
L’imbarazzo iniziale delle possibilità.
Poi succede qualcosa di semplice e magico:
una presentazione spontanea.
Una risata.
Una battuta per sciogliere la tensione.
Un “vieni vicino a noi, ti raccontiamo com’è organizzata la giornata”.
E in quei cinque minuti l’imbarazzo iniziale si scioglie come neve al sole.
Le persone iniziano a raccontarsi.
La voce si fa più sicura.
Le mani si stringono con naturalezza.
Il gruppo si allarga, si apre, accoglie.
Nessuno giudica.
Nessuno valuta.
Nessuno mette alla prova.
Perché a Disabilincorsa non serve essere pronti.
Serve essere presenti.
Le guide non si aspettano performance.
I volontari non cercano perfezione.
I nuovi soci non devono dimostrare nulla.
Le prime conversazioni parlano di tutto fuorché della disabilità:
“Che bel tempo oggi.”
“Da dove arrivi?”
“È la tua prima esperienza?”
“Vedrai che ti piacerà.”
E così le distanze svaniscono.
Un gruppo di sconosciuti diventa, in pochi minuti, un gruppo di compagni di viaggio.
L’imbarazzo iniziale rimane lì, sul marciapiede del ritrovo.
E non torna più.
Perché quando si parte insieme, si riparte da zero tutti nello stesso modo:
con gentilezza, attenzione, voglia di condividere.
♂️ Hai un po’ di imbarazzo all’idea di unirti?
È normalissimo.
Ed è il segno che stai per iniziare qualcosa di bello.
Ti accompagniamo passo passo
Ti presentiamo il gruppo con calma
Ti facciamo sentire parte della squadra fin dai primi minuti
❓ DOMANDE FREQUENTI
- È normale sentirsi impacciati all’inizio?
Sì, succede a tutti, sempre.
- I volontari aiutano a rompere il ghiaccio?
Assolutamente sì: è una parte fondamentale dell’accoglienza.
- Devo presentarmi in un modo particolare?
No, basta essere te stesso.
- Posso venire anche se non conosco nessuno?
Sì: il 90% dei nuovi soci arriva così.
- Quanto dura l’imbarazzo?
Meno di cinque minuti. Dopo, sei già “uno di noi”.

