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La preparazione silenziosa di un volontario

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La preparazione silenziosa di un volontario è fatta di cura, responsabilità e piccoli gesti che garantiscono esperienze inclusive sicure.

Prima di ogni uscita, ogni evento, ogni giornata con Disabilincorsa, c’è qualcuno che prepara tutto in silenzio, quando ancora nessuno è arrivato.

È un volontario.

Non ha una divisa, non ha un cartellino, non ha un ruolo definito.

Ha solo una responsabilità che si porta addosso con rispetto:

fare in modo che tutto sia pronto per gli altri.

La sua preparazione non è spettacolare.

Nessuno la fotografa.

Nessuno la applaude.

E proprio per questo è preziosa.

Arriva qualche minuto prima degli altri.

Apre la macchina.

Controlla il materiale.

Sposta una cinghia della K-bike.

Gonfia le gomme di un tandem.

Sistema una borraccia.

Ripassa mentalmente i nomi dei partecipanti.

Ogni gesto è piccolo, ma necessario.

La persona non vedente o con disabilità motoria arriverà più tardi, e troverà tutto già fatto:

pronto, in ordine, sicuro.

Ci sono dettagli che nessuno nota:

il pedale stretto meglio,

la ruota che non vibra,

il caschetto regolato per la taglia giusta,

il sentiero controllato il giorno prima.

E ci sono gesti che non vengono mai raccontati:

le telefonate “Hai bisogno di un passaggio?”

il messaggio “Porto io una borraccia in più”

la coperta lasciata nel bagagliaio “non si sa mai”.

Un volontario non fa tutto questo per essere visto.

Lo fa perché qualcuno dovrà affidarsi a lui.

E se c’è una cosa che un volontario di Disabilincorsa sa, è che la fiducia nasce prima ancora di partire.

La sua preparazione silenziosa è un modo di dire:

“Puoi contare su di me.”

“Ci sono.”

“Non sei solo.”

È una cura che precede l’incontro.

Un abbraccio invisibile che rimette tutto al suo posto, anche le emozioni.

E quando arriva il gruppo, quando iniziano i saluti, quando si parte davvero…

il volontario sorride e sembra che sia tutto semplice, spontaneo, leggero.

Ma la leggerezza non capita da sola.

È costruita.

È preparata.

È custodita da chi, in silenzio, ha fatto il possibile perché ogni passo, ogni pedalata, ogni incontro sia sicuro e bello.

E forse è proprio questo il cuore del volontariato:

donare senza essere visti, e vedere senza chiedere niente in cambio.

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❓ DOMANDE FREQUENTI

  1. La preparazione di un volontario richiede molto tempo?

Di solito pochi minuti, ma fa una grande differenza.

  1. Bisogna essere esperti?

No, basta la voglia di aiutare con attenzione e affidabilità.

  1. Anche i volontari non sportivi fanno preparazione?

Sì, spesso sono proprio loro a creare le condizioni migliori.

  1. Cosa succede se un volontario non può essere presente?

Il gruppo si riorganizza, ma la preparazione resta fondamentale.

  1. Posso diventare volontario anche se non so nulla di tandem o cammini?

Assolutamente sì: c’è un ruolo per tutti, contattaci.