Sarà presto un viareggino di adozione perché è un suo grande desiderio. Quello di un uomo più forte di un destino crudele ma grazie al quale ha trovato un coraggio che serve a tutti di esempio. Per Marco Rossato, skipper paraplegico, Genova è stata l’ultima tappa del viaggio in solitaria ma non l’ultimo obiettivo che ha in mente di raggiungere. Nei suoi progetti futuri c’è un altro viaggio da compiere ben più complesso di quello concluso: la traversata atlantica. E in fondo tutto nasce da un sogno e dalla volontà di realizzarlo. Nel 1998 Marco, classe ’74, ricevette il suo battesimo in barca a vela a largo delle coste cubane e fin da quel momento ha coltivato dentro di sé il desiderio di ritornare in quei mari, naturalmente da velista e da solo. Un sogno appoggiato dagli amici più intimi e dai suoi cari che ha avuto una battuta d’arresto nel 2001, anno dell’incidente in moto sulle montagne verso Asiago e, in un certo senso, punto di svolta nel suo rapporto con il mare. Perché, fin dalla permanenza forzata in ospedale, Marco si è impegnato nella ricerca di una scuola di vela adatta alle sue esigenze e che gli insegnasse a navigare. E l’ha trovata a Sabaudia, nel Circeo dove ha potuto iniziare il suo percorso formativo su uno sloop di 12 metri, completamente accessibile e attrezzato in modo da poter essere condotto anche da una persona costretta in sedia a rotelle. Dopo soli 4-5 mesi, con il supporto e gli insegnamenti del presidente della scuola di vela Luigi Zambon, Marco partecipa al suo primo mondiale e da lì in poi il mare diventa la sua nuova dimensione. La sua casa. Nel corso del tempo questo ex montanaro nativo di Vicenza cresce professionalmente e partecipa a gare di ogni livello sempre con buoni piazzamenti: diventa istruttore, attività che svolge con passione ed empatia per ben 12 anni finché non torna a ronzargli in testa il richiamo dell’Atlantico. Ha quarant’anni e non fa che ripetersi “Ora o mai più”. È il giro di boa: inizia a progettare l’impresa della traversata oceanica ma i costi sono diventati proibitivi. Allora come fare? Marco ha scelto di agire come sempre nella sua vita. Per gradi. Quale migliore occasione per sviluppare un progetto sui diritti di inclusione e accessibilità, della patente nautica uguale per tutti, del controllo del livello di inquinamento e per omaggiare l’Italia? Nasce così il progetto TRI sail4all dove TRI sta per il tricolore della bandiera e anche per trimarano. E la circumnavigazione del periplo italiano era la naturale evoluzione del percorso di Marco, difficile, ambizioso, bellissimo. Tutto italiano in questa prima fase. Il viaggio è iniziato il 22 aprile 2018 scorso all’Arsenale di Venezia, prima di 60 tappe. Con Rossato l’inseparabile Muttley, il meticcio che sarà la sola compagnia presente sulla barca. Il progetto TRI sail4all promosso dall’associazione sportiva “I Timonieri Sbandati” si è subito capito che sarebbe stato un successo. IL PRIMO skipper in carrozzina che in barca a vela circumnaviga l’Italia raccoglie campioni di acqua salata, verifica l’accessibilità dei porti, incontra scolaresche, partecipa alle conferenze stampa dedicate, tra i vari argomenti, alla convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Percorre tutto l’Adriatico col suo trimarano non senza problemi. Del resto la barca ha avuto poche modifiche per ospitarlo. Le tappe si susseguono: Ravenna, Rimini, Ancona, Ortona, Barletta, Bari, Brindisi, Taranto, Policoro, Crotone, Reggio Calabria, Messina, Tropea, Maratea, Agropoli, Salerno, Napoli, Gaeta, S. Felice Circeo, Ostia, Civitavecchia, Livorno, Viareggio, Tirrenia, La Spezia, Genova sono soltanto alcuni degli approdi di Marco. E in ogni città, paesino, porto che lo ha ospitato Rossato ha spiegato i punti principali del progetto, al centro sia di questa parte “in solitaria in mare” sia delle successive tappe che farà via terra nei mesi invernali con un camper attrezzato. Per un totale di tre anni.