La traversata dell’Oceano per dimostrare che siamo tutti uguali: chi cammina sulle gambe e chi usa una carrozzina. Miami-Trieste in 14 tappe, passando da New York per ritirare all’Onu la Convenzione sui diritti dei disabili e consegnarla a papa Francesco. Andrea Stella riparte da Miami appunto: lì era andato diciassette anni fa, ventiquattrenne che festeggiava la laurea in giurisprudenza e un avvenire di belle speranze. Due balordi con una pistola gli hanno cambiato la vita: colpito al fegato, al polmone e alla colonna vertebrale aveva rischiato di morire. Si è salvato, ma da quel giorno ha dovuto accettare la sedia a rotelle. Ovvio che quando ti capita una batosta così vorresti mollare tutto. Ma Andrea ci ha messo cuore e coraggio, la sua famiglia, gli amici e in particolare suo papà lo hanno sostenuto: «Non devi rinunciare alle tue passioni». Ed è cominciata la sfida. Andrea amava il mare ma le barche vanno bene per chi si muove su due gambe, non su quattro ruote. Eppure con un progetto ad hoc e un cantiere che lo ha realizzato è nato «Lo Spirito di Stella», un catamarano che dal 2009 ha ospitato circa 5 mila persone con disabilità. «Avevamo tenuto gli scafi e cambiato gli interni ricorda Andrea Stella col risultato che fra l’altro quegli spazi sono diventati più comodi per tutti». Poi sono cominciati i viaggi, le veleggiate, i corsi. E ora, questa nuova avventura: un «progetto sociale» in cui Andrea mette il suo entusiasmo e il suo catamarano per far conoscere i contenuti e il valore della Convenzione firmata nel 2006. Si salpa il 25 aprile da Miami e sono previste 14 tappe: ogni volta restano fissi soltanto due uomini di equipaggio, mentre gli altri 4 cambieranno e diventeranno, a loro volta, ambasciatori nei loro Paesi e nelle loro realtà dei contenuti della convenzione e di questo esperimento per dimostrare che, appunto, essere disabile non significa vivere una vita a metà. «La barca è come la vita, solo che le dinamiche a bordo sono più accelerate, servono regole e capacità di condividere», spiega Andrea invitando chi è interessato a questa esperienza (e non soffre il mal di mare) a farsi avanti. A bordo ognuno farà quello che sa fare: si potrà cucinare, tenere un diario, girare un video, usare i social. Le spese sono coperte dall’associazione Lo spirito di Stella (tranne quelle dei trasferimenti al porto di partenza e approdo). La tappa a Roma è prevista intorno a settembre e ci sarà l’incontro con papa Francesco: «Credo che sia la persona giusta cui parlare di questi temi, visti i messaggi forti che sta mandando». Andrea Stella affronterà la tappa più complicata, quella da New York al Portogallo: «Avevo già fatto l’Atlantico nel senso opposto, ma è una tratta che presenta meno difficoltà. Questa volta, alzo l’asticella ». L’iniziativa si chiama Wow: che è un’espressione di stupore di fronte al coraggio di queste persone e alle potenzialità scoperte, ma è anche acronimo di Weels on Waves , le ruote sulle onde di cui Andrea parla sempre. Le candidature per fare un pezzo di mare sono aperte e le informazioni si trovano sul sito www.lospirito di stella.com e sulla pagina Facebook collegata a Wow. Andrea, come sempre, è ottimista: «Noi mettiamo il seme, vediamo che frutti darà».