Ormai i chilometri nelle gambe sono circa 200. Ieri sera sosta a Radicofani, e oggi a San Quirico d’Orcia dopo avere attraversato paesaggi spettacolari.

Continua inarrestabile la nostra marcia contromano lungo la Via Francigena. Siena, meta finale del viaggio, è ormai vicina. Ieri sera siamo arrivati a Radicofani, e abbiamo passato la nostra prima notte in terra toscana, dopo avere macinato qualcosa come 32 km (gli ultimi otto tutti in salita).

Man mano che passano i giorni, ci rendiamo conto che la decisione di percorrere la strada contromano è stata davvero azzeccata. Perché le prime due tappe – ad essere proprio sinceri – non sono state il massimo. A parte il maltempo che ci ha flagellato, a rovinare la festa ci si sono messi anche la cattiva manutenzione dei sentieri, la segnaletica approssimativa e la spazzatura abbandonata lungo il percorso.

Man mano che si sale verso nord, le cose vanno decisamente meglio. E nelle ultime due tappe il paesaggio ci ha regalato panorami mozzafiato. Beh, in verità a mozzare il fiato hanno contribuito anche le continue salite. Prima tra tutte, appunto, quella per arrivare a Radicofani, il paese da cui il famoso brigante Ghino di Tacco partiva per le sue scorribande. Oggi di lui è rimasto un monumento sulla spianata che domina la valle.

La fatica accumulata in questi giorni, a dirla tutta, ci sta dando un po’ alla testa. Ormai c’è chi canta e parla da solo; chi si infila in tutte le chiese per raccomandare l’anima al cielo; e persino chi infila le scarpe sbagliate. Come Paola e Andrea, moglie e marito, che sono partiti per questa avventura con due paia di bellissime calzature tecniche. Lei numero 38, lui numero 41. Ieri le hanno scambiate per sbaglio, e non se ne sono nemmeno accorti. Lei pensava che si fossero allargate con l’acqua, e lui che i piedi si fossero gonfiati. Solo dopo qualche chilometro il mistero è stato svelato.

La stanchezza fa brutti scherzi: c’è chi si scambia le scarpe anche se ci sono tre numeri di differenza…

Da Radicofani siamo partiti di buon’ora questa mattina, per affrontare un’altra trentina di chilometri fino a San Quirico d’Orcia. Panorami da cartolina: colline coperte di zolle appena arate, ulivi, casolari circondati da cipressi, antichi borghi arroccati sulle alture. I ragazzi non vedenti si facevano descrivere il paesaggio curva dopo curva, assaporandone i profumi e l’atmosfera.

Una sosta a Bagno Vignoni, per contemplare la spettacolare piazza che in realtà è una gigantesca vasca di acqua termale, una gelato e una birra, e poi via verso San Quirico: abbiamo portato a casa anche la tappa numero otto. Siena è sempre più vicina…

Daniela guidata da Luca sul ponte sopra il fiume Orcia, poco prima di Bagno Vignoni.