Da San Quirico d’Orcia a Ponte d’Arbia in 27 km.

Con un letto comodo, un bagno privato ed una buona colazione, anche la notte a San Quirico passa veloce.
Questa mattina entrano in squadra i nostri amici fiorentini Chiara e Corso mentre Gerardo e Luca, non prima d’aver fatto timbrare tutte le credenziali, ci lasceranno per rientrare a casa.
Foto di rito sulla piazza principale di San Quirico e si parte.

Questo cammino, questa Francigena contromano, i non vedenti, questo essere a volte pellegrini ed a volte turisti, i nostri cani guida, il calore del sole, l’empatia, ecco, questo, proprio questo, è qualcosa d’incredibile, di bello e difficile da raccontare.
Una citazione buddista dice: “Se desideri conoscere il divino, senti il vento sul viso e il sole caldo sulla tua mano.”

Quella di oggi è una Tappa di 27,4 Km. Si svolge in gran parte su sentiero in mezzo ai campi tranne che dall’uscita della collina su cui sorge San Quirico fino a Torrenieri ed un brevissimo tratto dopo Buonconvento.
Uscendo Da San Quirico, entriamo nei panorami della Val d’Orcia per arrivare in breve tempo a Torrenieri dove veniamo accolti dall’Amministrazione e dai volontari della Misericordia di Torrenieri dove hanno allestito un ristoro degno d’un re.

 

una parte del ricco banchetto offerto dalla municipalità di Torrenieri

Solo una piccola parte del ricco banchetto offerto dalla municipalità e dai volontari della Misericordia di Torrenieri

 

Ringraziamo Giulia Iannotta Assessore al sociale del Comune di Montalcino, l’intera Amministrazione e tutti i volontari della Misericordia che, oltre ad averci coccolato con cibi e prodotti locali, ci hanno regalato un sorriso e la forza di proseguire il nostro cammino.

 

 

il gruppo posa per una foto ricordo, prima di riprendere il cammino

Il gruppo posa per una foto ricordo, prima di riprendere il cammino

 

Lungo strade bianche percorriamo un tratto della Cassia per Montalcino con i vigneti del Brunello che ricoprono la collina.
Scendendo la valle dell’Ombrone, raggiungiamo Buonconvento dove c’è tempo per un gelato, un ristoro alla fontana ed un piccolo stop prima di ripartire verso Ponte d’Arbia dove arriveremo a metà pomeriggio trovando, ahinoi, un’amara sorpresa.

 

la tipica campagna toscana che ci accompagna al fine tappa

Veduta della tipica campagna toscana che ci accompagna alla fine della tappa

 

L’amara sorpresa è proprio il Centro Mons. Cresti di Ponte d’Arbia e le sue camerate. Sulla carta, “un luogo di accoglienza per i pellegrini” (come si legge sul sito). Nella realtà una catapecchia diroccata, con una ventina di posti letto e un solo bagno (più, a dire il vero, altri due fatiscenti al piano di sotto). I nostri amici non vedenti, per fortuna, non hanno potuto cogliere i dettagli. Ma anche per loro non è stato facile dormire in letti cigolanti, su materassi sporchi, con la sorpresa di trovarsi al mattino braccia e gambe coperte di punture.
Anche la pizzeria che si trova davanti al Centro Cresti non ci ha riservato una buona accoglienza con personale poco propenso al dialogo ed incapace di gestire un gruppo di venti clienti pellegrini, peccato… per loro.

Ripensiamo alla giornata di oggi, al pessimo Centro Cresti ed all’arroganza del personale della pizzeria poi, come sempre, la natura, il sole, i vigneti che abbiamo attraversato, il calore ed i sorrisi a Torrenieri, il nostro fantastico gruppo, il campanellino dei nostri cagnoloni, i nostri passi sullo sterrato ci fanno ritornare il buon umore.
Camminare per noi significa entrare nella natura. Ed è per questo che camminiamo lentamente, non corriamo quasi mai. La Natura per noi non è un campo da ginnastica. Noi andiamo per vedere, per sentire, con tutti i nostri sensi. Così il nostro spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per noi un sentimento.
Questa non l’abbiamo scritta noi ma un grande uomo di nome Reinhold Messner. Come possiamo dargli torto?

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