Da Radicofani a San Quirico d’Orcia in 33 km.

La notte passa veloce al Rifugio Comunale Alceo Gestri. Salutiamo i nostri amici spagnoli e ci raduniamo in strada alla ricerca di un bar per fare colazione.
E’ un mattino radioso; nel cielo terso ci sono piccole nuvolette bianche e l’aria è frizzante. Ci rifocilliamo e partiamo sul nostro cammino contromano e contro i pregiudizi verso San Quirico d’Orcia, Siena è sempre più vicina.

Radicofani, partenza di questa mattina, ha controllato per secoli il confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio. Siamo a 800m di altitudine e il panorama che il borgo offre è spettacolare.

 

incontro con un altro gruppo di pellegrini

Un piacevole incontro con un altro gruppo di pellegrini

 

Dopo una lunga discesa, incontriamo il paese di Gallina e tra sali e scendi, raggiungiamo nel primo pomeriggio Bagno Vignoni nota anche per la sua grande piscina termale posizionata nella piazza centrale. L’antico borgo è uno dei luoghi più suggestivi della Toscana e le acque termali furono usate già in epoca romana.
Il calore del sole ed il salire dei vapori acquei che avvolgono lentamente i bordi di pietra della vasca regalano un paesaggio senza tempo.
Sapendo quello che ci aspetta da qui in poi, prendiamo fiato seduti sul bordo della piscina. Qualcuno mangia un gelato, c’è chi beve una bibita fresca, chi entra a visitare la Chiesa, i nostri labrador dormono pacifici tra coccole e sorrisi.

Mezz’ora di pausa e si riparte.
Come diceva quella citazione? “Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”. Alla testa del gruppo sir Angelo accompagnato da Gerardo, Edo in solitaria con Luca, Michele con Andrea, lady Daniela con sir Gianni e Fabio.
Uscendo da Bagno Vignoni, s’imbocca un tracciato sterrato che sale verso Ripa d’Orcia.
Sarà la fame, la voglia di togliere le scarpe, di fare una doccia e di rilassarci un attimo, prendiamo fin da subito un ritmo sostenuto. Qualcuno protesta ed il gruppo lo azzittisce.
I battiti sono veloci ed il tamburellare del cuore si sente nelle orecchie, si sale!

 

il gruppo affronta le prime ripide salite

Il gruppo, compatto, affronta la prima ripida salita.

 

Accanto a noi case e colline in quella natura che riverbera i suoi colori riflessi dal sole del pomeriggio.
Il gruppo è compatto, si ride, si scherza, si suda e ci si prende in giro. Ad un certo punto Edo, il folletto del gruppo, chiamato così per la sua barba lunga, passando accanto ad un pollaio, sgancia una bomba: “ragazzi, ma voi lo sapete che qui le galline fanno le uova cubiche altrimenti rotolano fino a Bagno Vignoni?”.
Non ce l’abbiamo più fatta, siamo scoppiati a ridere con le lacrime agli occhi.

Foto di rito sotto il cartello d’ingresso a San Quirico d’Orcia ed eccoci in centro dove il gruppo dovrà dividersi in due strutture diverse per il pernotto.

 

foto di rito sotto al cartello San Quirico d'Orcia

La foto di rito scattata sotto al cartello all’ingresso di San Quirico d’Orcia

 

Doccia, vestiti asciutti, cena e finalmente un buon letto dove dormire.
Oggi abbiamo percorso quella che in genere viene definita la tappa più dura della Toscana e siamo felici d’averla portata a termine con un gruppo di non vedenti, cani guida ed amici accompagnatori. E’ stata dura, è vero, ma come continuiamo a dire, il gruppo è unito, affiatato e pronto ad intervenire in caso di necessità.

Nessuno vuol pensarci eppure, nonostante tutto, il nostro cammino contromano sulla via Francigena, è quasi arrivato alla meta di quest’anno.
Prima di addormentarci, riviviamo i suoni, i profumi, i colori e le immagini della giornata e siamo felici delle esperienze che stiamo vivendo.

Continuate a seguirci ed ascoltate anche le nostre voci dal vivo su Radio Francigena.