Da Vetralla a Viterbo in 20 km.

Non c’è nulla di più bello per un pellegrino, a fine giornata, che trovare un sorriso ad accoglierlo e ieri sera, per noi, ad aspettarci sulla porta del MONASTERO REGINA PACIS c’era proprio il sorriso di Suor Maria Giustina che ci ha accolto con calore distribuendoci le camere prima della cena.

La notte passa veloce e tra uno sbadiglio, il carico d’acqua nelle borracce, colazione, controllo zaino ed ultimi preparativi, salutiamo Suor Maria Giustina per rimetterci in cammino.

La giornata è limpida, il sole splende in cielo ed il caldo, già così presto comincia a farsi sentire.

Questa mattina con noi Andrea Natali, un compagno d’eccezione che, tra l’altro, per lavoro si occupa di conservazione dei beni culturali.
Andrea ci ha permesso di individuare il nostro percorso in modo più semplice tanto che siamo arrivati a Viterbo a metà pomeriggio. Sempre Andrea ci ha reso consapevoli che la vera Via Francigena era quella che stavamo percorrendo noi e cioè contromano, ragione per camminare più motivati e sicuri di noi. Sigerico infatti, arcivescovo di Canterbury che tracciò per primo il percorso, era partito da Roma dirigendosi a nord.

il gruppo di Disabilincorsa posa prima di ripartire dopo una piccola sosta

Oggi il nostro gruppo si è arricchito anche di Alessandra Croci, insegnante di scienze motorie, che con grande cuore ha pensato di raggiungerci lungo il cammino, supportarci, e rifocillarci con cibo ed acqua fresca.

Usciti da Vetralla, attraversiamo le campagne tra carrarecce e sentieri in leggero saliscendi, camminando verso la Città dei Papi, ripercorrendo una suggestiva tagliata etrusca dalle pareti strette e profonde prima di arrivare nel centro di Viterbo e fare visita al quartiere medioevale.

il gruppo attraversa una suggestiva tagliata etrusca

La fine della terza tappa è stata un altro traguardo: stanchi ma felici siamo arrivati a Viterbo!

Questa sera ad attenderci all’Istituto Adoratrici Sangue di Cristo c’era il sorriso di Suor Mercedes che ha colorato ancor più questa giornata con la sua energia e amore verso tutti noi, cani guida compresi.

Molti avvertono i primi segni della stanchezza. Qualcuno si passa unguenti “magici” sui muscoli, qualcuno racconta le sensazioni, qualcuno spazzola il cane guida, qualcuno scrive un racconto e qualcuno si ritaglia un piccolo spazio prima di andare a cena. Qualcun altro purtroppo ha dovuto fare i conti anche con le prime vesciche ai piedi ma, nonostante dolori e stanchezza, siamo certi di poter affrontare la tappa di domani carichi e motivati anche grazie alla benedizione della cara suor Mercedes.