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Cosa prova una persona con disabilità motoria durante un evento con la k-bike

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Chi guarda dall’esterno vede una carrozzina a tre ruote spinta da podisti sorridenti. Vede un gruppo affiatato, uno sforzo condiviso, una corsa diversa dal solito. Ma solo chi è seduto nella k-bike può raccontare   cosa si prova davvero a partecipare a un evento sportivo con Disabilincorsa  .

In questo articolo, vogliamo dare voce a chi ha una disabilità motoria e ha vissuto in prima persona questa esperienza. Perché  partecipare con la k-bike  non è solo essere trasportati: è vivere lo sport in una forma nuova, potente e coinvolgente.

Non essere più spettatore, ma protagonista

> “Per la prima volta non ero a bordo strada a guardare. Ero sulla linea di partenza. Avevo un pettorale. Ero nel gruppo.”

Questa è una delle frasi più ricorrenti tra chi partecipa per la prima volta con la k-bike. Disabilincorsa trasforma l’esperienza sportiva in   inclusione reale  , in cui la persona con disabilità motoria non è mai un passeggero, ma parte integrante della squadra.

Vuoi provarlo? Contattaci e raccontaci chi sei: potresti essere il prossimo a scoprire quanto può emozionare una corsa condivisa.

Il corpo sente, il cuore corre

Durante l’evento, chi partecipa con la k-bike vive sensazioni forti:

– il vento sul viso,

– le urla del pubblico,

– la voce degli spingitori che si coordinano,

– il ritmo costante dei passi.

> “Non sentivo più la mia carrozzina. Sentivo il gruppo. Ero parte di qualcosa.”

La k-bike non è solo un mezzo. È una porta aperta sul mondo. Ogni evento diventa   un’occasione per riscoprire il proprio corpo  , i suoi limiti ma anche le sue possibilità, attraverso il movimento degli altri.

Il potere della relazione

Chi partecipa con la k-bike stringe legami profondi. Conosce i volontari, parla, ride, condivide pensieri e silenzi lungo il percorso.

> “Ogni volta che mi spingevano, sentivo che lo facevano per me, non per la gara. Questo mi ha fatto emozionare.”

Disabilincorsa lavora per costruire   relazioni, non semplici attività  . La corsa è solo uno strumento. La vera forza è nel gruppo.

E dopo l’arrivo?

L’arrivo non è la fine. È spesso l’inizio di qualcosa. Molti dei partecipanti tornano a casa con il desiderio di rifarlo, di coinvolgere amici, familiari, di raccontare la propria storia.

> “Dopo quell’esperienza, ho capito che posso ancora fare sport. In un altro modo, ma posso.”

Se vuoi provare questa emozione, ti invitiamo a scriverci compilando il modulo nella pagina Contatti. Ti spiegheremo come funziona, come ci si prepara e come entrare a far parte della squadra.

Partecipare con la k-bike  è molto più che essere spinti. È sentirsi vivi, attivi, parte di un movimento che corre per tutti. È un’esperienza da dentro, e solo chi l’ha vissuta lo sa.

Disabilincorsa ti aspetta. Tu mettici il desiderio, al resto pensiamo insieme.