La seconda tappa del viaggio sulla Via Francigena Contromano è stata divertente ma parecchio faticosa: perché la pioggia torrenziale di ieri ha fatto crollare ponti sui torrenti da attraversare, creato pozzanghere e distese di fango.

Partire da Sutri oggi è stato difficile. Le suore dell’Oasi di Pace ci hanno davvero coccolato in tutti i modi. Ieri sera con una superba cena, e questa mattina addirittura con marmellate, torta di nocciole e nutella fatta in casa. Qualcuno aveva pensato di fermarsi lì e non proseguire nemmeno il viaggio.

Alla fine, però, ha prevalso lo spirito di gruppo e ci siamo rimessi tutti in cammino. Augurandoci che il meteo fosse più clemente di ieri, quando la pioggia ci ha seguito per tutto il giorno. Così è stato, ma l’acqua a catinelle piovuta dal cielo (e sulle nostre teste) domenica, aveva reso il percorso una specie di Obstacle Race.

Vale a dire, abbiamo dovuto farci strada nel fango, su sentieri viscidi e pieni di pozzanghere. Non solo: ci siamo ritrovati anche a dover letteralmente guadare due torrenti. “Nel primo il maltempo di ieri aveva fatto crollare il ponte – racconta Gian Gavino Buseddu, uno degli accompagnatori -. Abbiamo dovuto costruire un nuovo passaggio con tronchi di albero e rami. Ma il tutto ha richiesto un’ora e mezzo di lavoro. Quando abbiamo incontrato il secondo torrente, invece, ci siamo tolti calze e scarpe, e abbiamo guadato il corso d’acqua. Anche in questo caso l’operazione ha richiesto parecchio tempo”.

Divertente, direte voi. Beh, in effetti ci siamo divertiti parecchio. Ma fare questo genere di percorsi senza poterli vedere, non è esattamente una passeggiata. Per questo oggi il ritmo del cammino è stato abbastanza lento. Per coprire i circa 23 km di percorso ci abbiamo messo tutta la giornata. Ma gli ostacoli ci hanno permesso di metterci alla prova (brillantemente superata!) e di conoscerci tutti un po’ meglio.

Già, perché il nostro è un gruppo molto eterogeneo. C’è chi viene dal Veneto, dalla Lombardia, dal Lazio, e persino dalla Sicilia e dalla Sardegna. Qualcuno già si conosceva, altri sono arrivati senza avere idea di dove sarebbero finiti. Un melting-pot che però si è rivelato azzeccato.

Anche oggi è stato prezioso l’appoggio del nostro Michele, l’operatore della Croce Rossa di Como (sezione Lipomo) che ci sta accompagnando. Un vero angelo custode. Tanto per dirne una: ha trovato addirittura il tempo di portare in tintoria i nostri vestiti fradici e inzaccherati, e di farceli trovare asciutti e profumati all’arrivo a Vetralla.

Adesso tutti sotto la doccia alla Casa Regina Pacis di Vetralla. Continueremo nei prossimi giorni a raccontarvi le nostre avventure. Seguiteci anche su RadioFrancigena!